La nuova marina di Torre del Lago
Sarà solo suggestione, forse. Eppure, ancora oggi in alcune giornate particolari si ha la sensazione che il lago non ci parli soltanto il linguaggio dell’acqua e del vento. Ci sono oscillazioni nell’aria, un iperuranio di note imprigionate per sempre nel paesaggio e nell’immaginario del visitatore. È la musica eterna di Giacomo Puccini che affiora di volta in volta perché, indissolubilmente, si è legata con quei luoghi dove il Maestro pensò e scrisse molti dei suoi capolavori.
Siamo a Torre del Lago, davanti alla villa Puccini e a pochi passi dal Belvedere a lui intitolato che ci proietta nelle meraviglie del Massaciuccoli, il grande bacino naturale che annuncia il mare della Versilia e le Alpi Apuane. Ed è un’emozione camminare nel luogo principe dell’ispirazione di Puccini e tra poco lo sarà ancor di più perché per celebrarlo nel centenario della morte nel 2024, il Comune di Viareggio ha avviato una serie di progetti che restituiranno al territorio l’antico aspetto che fece innamorare Giacomo e quasi lo costrinse ad acquistare un’antica torre di guardia per trasformarla nella sua villa oggi diventata un museo. Non solo una scelta urbanistica, ma filosofica e filologica.
«Perché i luoghi di Puccini sono fondamentali anche per capire il suo linguaggio musicale e la sua poetica — spiega lo storico dell’arte Luigi Ficacci, già sovrintendente alle belle arti di Bologna e Lucca e presidente della Fondazione Festival Pucciniano —. Qui Giacomo aveva trovato il suo habitat antropologico, una condizione spirituale legata al paesaggio, isolato e selvatico, che accompagnava la sua creatività».
Non sarà un cantiere invasivo e in parte l’opera di ripristino è stata già avviata dal Comune di Viareggio. «La riqualificazione del Belvedere Puccini riguarderà non solo la piazza ma anche il Parco della Musica, il porticciolo e il ponte di accesso — conferma Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio —. Ci sarà un intervento su Villa Caproni (una delle costruzioni storiche di Torre del Lago ndr) che diventerà il nuovo accesso al Gran Teatro Puccini. Saranno restaurati i grandi edifici di archeologia industriale e adibiti a spazi polifunzionali».
L’obiettivo principale è quello di ripristinare il rapporto tra la dimora del grande musicista e il lago, favorendo la massima pulizia botanica. «Perché possa evocare meglio delle attuali aiuole la vegetazione lacustre che caratterizzava quel luogo vissuto da Puccini — sottolinea Ficacci —. Anche nel parco del Teatro, che si trova a pochi passi dalla villa del maestro, si cercherà di ricreare quel tipo di ecosistema e in più, ci saranno richiami alle scenografie degli spettacoli allestite al Pucciniano. Con opere di Mitoraj, Cascella, Yasuda, Folon». L’antica villa Caproni diventerà uno spazio da dedicare alle accademie di formazione e al canto lirico dove ci si specializza nell’espressività italiana. Un po’ come accadeva ai grandi musicisti del passato che arrivavano in Italia per immergersi nella musica e nel paesaggio a lei legato.